Il giardino dei Casali è proprio secco. Forse ho affrontato la crisi meglio degli anni passati: un po’ di nuovi tubi interrati, qualche ponte con canne di fortuna, e un po’ di ala gocciolante hanno aiutato, finché ho potuto irrigare con l’acquedotto, e finché la cisternetta dell’acqua piovana era piena. Poi tanti viaggi con taniche di acqua nel baule della Ines tra la fontana delle corti di sotto e casa mia, dall’inizio di agosto a dopo ferragosto, per cercare di tenere in vita gli alberi ancora giovani, e i fiori nelle bordure. Un lavoraccio, ma missione compiuta: sopravvissuti! Ora sto pensando a nuove strategie di resilienza per l’anno venturo. Il prato però rimane secco bruciato, una distesa maron Per la prima volta ho raccolto tante mele dalle piantine nuove, piantate nel 2021. Anche loro hanno goduto della nuova irrigazione goccia a goccia, utilizzata finché era consentito. Ma che rabbia vedere le rose degli altri tutte fiorite ad agosto, mentre le mie vivacchia...