Passa ai contenuti principali

giugno

È arrivato quel periodo dell'anno: la villeggiatura.


In questi giorni finisce il felice letargo: si iniziano a ri-aprire alcune case, chiuse da dieci mesi, e  un  po' più persone riempiono il paese. 

Alle finestre di casa mia, ora aperte, inizia ad arrivare il vociare di chi si incontra davanti alla chiesa, per strada, mentre passeggia ozioso, o il rumore delle auto termiche. Perché anche il traffico aumenta, e diluisce i familiari rumori delle  jeep più improbabili, o di qualche trattore  che passa in strada in bassa stagione.
Durerà un paio di mesi, poi tutto si spegnerà di nuovo.



Però meglio godere di un po' di compagnia ora che c'è, piuttosto che lamentarsi della solitudine quando non c'è nessuno.
Aspetto volentieri che riapra ufficialmente la piazzetta, per il filoss della sera. Fino a ieri con le panchine ancora impacchettate per l'inverno.
Ma fa ancora troppo freddo per stare fuori la sera, anche con una felpa.


Con questo clima strano, e il vento forte che quest'anno ha traslocato di un mese, e ha deciso di soffiare a giugno. Fa il paio con la siccità, che sta già iniziando a mettere alla prova il giardino, per ora ancora rigoglioso. Come il tanaceto anarchico, che rifiutandosi di crescere ordinato nelle bordure, ha deciso da solo di crescere in cima ad un mucchio di sassi, dove sfacciatamente sta prosperando. È come se stesse facendo una pernacchia al povero giardiniere che per anni si è ostinato a curarlo con attenzione.



Quest'anno sento una  nuova sensazione, come una atmosfera strana che non riesco bene ad inquadrare.
Un sentore, come se ci fosse una distanza fisica, solida, che separa me, da chi arriva qui per stare solo qualche settimana.
Che cosa strana, sto ancora cercando di capire cosa significa.
Niente di problematico, o di insuperabile, ma lo annoto qui perché è un pensiero che mi ha colpito.
Forse figlio del rendermi conto del fatto che esiste una differenza nel modo di vivere il paese per chi lo abita stabilmente, rispetto a chi invece ci viene saltuariamente.
Era così anche per me fino a poco tempo fa, e non me ne ero per nulla reso conto, quando guardavo tutto da quell'altro punto di vista. 
Probabilmente è inevitabile: nell'approccio alle cose di tutti i giorni,  nel modo di parlarne, nelle esigenze e nelle necessità...

Immagino sia una sensazione figlia del fatto che oramai sono poche le persone che passano più tempo di me in questo paesello: si contano sulle dita delle mani.




Commenti

Post popolari in questo blog

domande senza risposta

Sto passando un po' di tempo a Casali finalmente. A giugno quasi metà mese trascorso qua. È tutta un'altra cosa così, mi sembra per la prima volta di godere la piena potenzialità della casetta, anche se passo la giornata al lavoro davanti ad un pc.  Ma alzare gli occhi alla finestra e vedere la valle davanti a me, rende tutto migliore. E questa pace mi porta a fare alcune riflessioni, stimolate anche dalle chiacchiere di compagnia in piazzetta. Perché sono sempre stato ottimista sul futuro del paese. Ma quest'anno no. Quante persone sono mancate a Casali ! Dall'inizio dell'anno Lorenzo, Sergio, Antonio, Giuseppe, Giovanna, Pietro, Luigi, Aldo. Su un paese che conta(va) ufficialmente 66 residenti non è una questione indifferente. E dopo un 2020 che non è stato proprio da meno. Ciascuna di queste persone lascia un grande vuoto nella comunità. Alcune lasciano anche una casa vuota. Si sente dire che qualcuno non intende tornare durante le ferie, perché oramai non c'...

recuperando arretrati

Mi siedo ostinato al pc, con l’idea di lasciare una traccia qui dopo mesi di silenzio. Doveva essere il post di fine 2025… siamo quasi alla fine di gennaio. Tutto in ritardo di un mese, oramai è il mio standard medio per ogni cosa, accidenti.  Sono giorni molto confusi a livello internazionale. Quando mi sveglio la mattina ho quasi paura ad aprire il notiziario. Mi domando: stanotte sarà scoppiata una nuova guerra? Una altra regola del diritto internazionale sarà stata calpestata? Il tenore delle notizie che ci arrivano ha raggiunto livelli di imprevedibilità che solo due anni fa sarebbero stati totalmente inconcepibili. Con quel che succede in Venezuela, la Groenlandia improvvisamente al centro dei notiziari di tutto il mondo, tre anni di guerra in Ucraina, due anni di guerra in Terrasanta. A volte mi domando se non sia il caso di smettere di leggerne, e chiudermi definitivamente ai Casali, dove invece delle bizze di Trump, si parla della poiana che volteggia in cielo, o del lupo ...

tra il Pellizzone ed il monte Lama

Mi piace l'idea di lasciare traccia qui di due passeggiate che, partendo da due punti contrapposti, mi hanno consentito di esplorare tutta una parte del crinale della alta valle, paesaggio che oramai mi è così familiare visto dalla casa di Casali. Sono così finalmente riuscito a raggiungere e conoscere un po’ meglio le cime del Groppo di Gora, del Castellaccio, del Cravola e del monte Lama. Partendo dal passo del Pellizzone, imboccando la strada di destra, accanto al monumento ai caduti, ci si inoltra verso nord lungo un percorso che parte bello largo e comodo, e poi mano a mano stringe fino a diventare un sentiero in mezzo al bosco. Ma sempre perfettamente in cima al crinale che separa la Valdarda dalla Valceno. Per cui, anche in mezzo al bosco, si ha sempre un pendio che scende a destra, e l’altro che scende a sinistra. Il percorso completo è molto lungo, (tipo 15 chilometri), ma ci si può accontentare di molto meno. Io ad esempio mi son fermato sulla cima del Groppo d...

di questi tempi...

E niente, succede che il 5 maggio salgo a Casali per fare un giretto. Domenica piovosa e uggiosa, un po' freddina, considerando che dovremmo essere in primavera avanzata… Mi ostino a indossare una maglietta a maniche corte, come da tradizione, anche se sembra quasi fuori luogo. Ma appena passata Pedina, con sorpresa mi trovo davanti un maggiociondolo in fiore tutto imbiancato! Perché, come lo zucchero a velo in cima a una torta paradiso, la valle appena sopra  questa quota, è tutta ricoperta di neve! Beh lo spettacolo è notevole. Anche se resto un po' disorientato dall'abbinamento dei verdi accesi delle foglie appena spuntate, con i 5 cm di neve che ricopre i rami… una vista davvero inaspettata! Ma poveri alberi, così chini sotto al peso trattenuto dalle foglie… e pensare che come un sollievo, si erano appena lasciati alle spalle un altro inverno terribile, con un secondo gelicidio, e poi la tempesta di vento, e poi la primavera siccitosa…  … e poi? Qual...

Il Passo del Pellizzone

Dopo due anni a Casali, per la terza volta domenica sono arrivato al passo del Pellizzone (1029 metri slm, come recita il cartello). Quasi uno scandalo non andarci più spesso, è proprio a due passi dal paese. La prima volta ci son andato per necessità: una domenica ho avuto un problema con l'auto che mi aveva messo una grande ansia. Per fortuna di poco conto e subito risolto dalle abili mani di Pinuccio, Meccanico al Pellizzone, che così ho avuto modo di conoscere meglio all'opera nella sua officina, nonostante il giorno festivo. La seconda volta invece ci son passato a piedi, mentre salivo in cima al Carameto, partendo da casa. Passeggiata di cui ho raccontato qui . Le scorse volte mi erano rimaste impresse alcune cose: il paesaggio inaspettato, giustamente tipico di un passo in cima al crinale, al capo della valle; due begli edifici antichi, forse in origine poste per i cavalli: uno dei quali oggi ancora ospita un bar dove il tempo sembra essersi ferm...

Inizia una nuova avventura

Tolte le notizie di questo periodaccio, il senso di questo blog è di raccogliere le cose belle che mi succedono in quel di Casali di Morfasso. Ecco, ne è successa un'altra di quelle cose belle che solo qui possono accadere. Qui sulla costa, come si chiama la parte del paese dietro alla chiesa dove sta la mia casetta, di fianco a casa c'è un grande terreno che scende dalla strada in alto fino alle case, sagomato in due terrazzamenti in piano collegati tra loro da tre scarpate; a valle questo terreno finisce su due vecchi fienili, o meglio cascine come si chiamano qui. Anzi sulla cima delle cascine, perché il declivio è talmente forte che sembrano quasi incastonate nella montagna. Certo il terreno è incolto e coperto da sterpaglie e rovi, e i due fabbricati in sasso col tetto in coppi sono in stato di abbandono e in cattive condizioni.  Ma il luogo è bellissimo. Anzi mi sembra il più bello di tutti, perché da qui si gode forse il panorama più pittoresco sul paese e sulla valle: l...

estate 2026 ai Casali di Morfasso

  Il giardino dei Casali è proprio secco. Forse ho affrontato la crisi meglio degli anni passati: un po’ di nuovi tubi interrati, qualche ponte con canne di fortuna, e un po’ di ala gocciolante hanno aiutato, finché ho potuto irrigare con l’acquedotto, e finché la cisternetta dell’acqua piovana era piena.  Poi tanti viaggi con taniche di acqua nel baule della Ines tra la fontana delle corti di sotto e casa mia, dall’inizio di agosto a dopo ferragosto, per cercare di tenere in vita gli alberi ancora giovani, e i fiori nelle bordure. Un lavoraccio, ma missione compiuta: sopravvissuti! Ora sto pensando a nuove strategie di resilienza per l’anno venturo. Il prato però rimane secco bruciato, una distesa maron Per la prima volta ho raccolto tante mele dalle piantine nuove, piantate nel 2021. Anche loro hanno goduto della nuova irrigazione goccia a goccia, utilizzata finché era consentito.  Ma che rabbia vedere le rose degli altri tutte fiorite ad agosto, mentre le mie vivacchia...

Come fosse primavera

A stare così tanto tempo senza passare una giornata qui, finisce che mi dimentico quanto bene mi fa stare in questo posto. Ed è bello che quindi sia quasi una novità ogni volta. Oggi 02 02 2020, sono salito per cambiare un po' l’aria alla casa. Naturalmente non potevo non imbattermi in una giornata con bel sole, alla faccia di noi tristi abitanti di pianura che affoghiamo in nebbia e smog. Oltre ad una piacevole temperatura, grazie alla perfetta esposizione a sud-ovest.  Nonostante siamo in pieno inverno però niente neve in tutta la valle, neanche sulle cime. Anzi, dietro casa trovo un sorprendente prato di margherite degno della migliore delle primavere. Non c’è niente da fare, il giardino del vicino è sempre il più fiorito! Pranzo dalla Monica, come sempre in compagnia. Questa volta in compagnia del gruppo di ragazzi della Pro loco di Casali, che si son dati appuntamento oggi per programmare i prossimi eventi della stagione, tra cui quest'anno un even...

Sulle cose che contano

È il 2 dicembre. Sto ascoltando Bon Iver , mentre fuori cadono i primi fiocchi di neve della stagione, a Cremona. E mi son messo davanti al pc con l’idea ostinata di provare a mettere in fila alcuni pensieri in questa fine d’anno.  E ripenso all’anno scorso, agli anni prima, a come questo spazio fosse nato per raccontare solo di cose belle: continuo a ripeterlo ossessivamente, ma era davvero così. Ecco, invece sono in silenzio da alcuni mesi, e anche quel poco che ho scritto in primavera sono per lo più cronache di fatti tristi. Quest’anno è davvero difficile pensare alle cose belle, sono talmente poche. Scrivo durante il secondo lockdown dell’anno. Perché l’epidemia prosegue inesorabile e dal 3 novembre la Lombardia è diventata nuovamente zona rossa: siamo di nuovo tutti chiusi in casa. Leggermente meglio l’Emilia Romagna, che è solo arancione. Non cambia molto. La situazione sta lentamente migliorando, un mese di chiusura sta avendo effetto, ma l’epidemia corre ancora ogni giorno...

Rocca di Casali, atto primo

Già una scorsa volta, quando avevo fatto un primo giretto   per il paese, avevo visto l'indicazione: per la rocca, qui a destra.  Stavolta son deciso, voglio arrivarci. Della rocca avevo già letto due begli articoli del blog valtolla.com (ovvero Cronache della Valdarda , scritto tutto attaccato) che mi avevano molto incuriosito. In generale tutti gli articoli del blog son davvero interessanti e ben scritti. Mi piacerebbe proprio poter conoscere questo signor Sergio, prima o poi. Il suo sito è diventato oramai un riferimento per cercare informazioni storiche approfondite sulla zona.  Ora però vorrei passare dalla teoria alla pratica.  Imbocco una bella strada sterrata, completamente dall'altro lato del paese, rispetto a casa mia.  Dopo un quarto d'ora di camminata arrivo ad un quadrivio, ben segnalato con numerose frecce bianche e rosse.  Nonostante ciò, neanche a dirlo, sbaglio strada. Me ne accorgo quasi subito, perché inizio a scendere rap...