Passa ai contenuti principali

recuperando arretrati

Mi siedo ostinato al pc, con l’idea di lasciare una traccia qui dopo mesi di silenzio. Doveva essere il post di fine 2025… siamo quasi alla fine di gennaio. Tutto in ritardo di un mese, oramai è il mio standard medio per ogni cosa, accidenti. 

Sono giorni molto confusi a livello internazionale. Quando mi sveglio la mattina ho quasi paura ad aprire il notiziario. Mi domando: stanotte sarà scoppiata una nuova guerra? Una altra regola del diritto internazionale sarà stata calpestata? Il tenore delle notizie che ci arrivano ha raggiunto livelli di imprevedibilità che solo due anni fa sarebbero stati totalmente inconcepibili. Con quel che succede in Venezuela, la Groenlandia improvvisamente al centro dei notiziari di tutto il mondo, tre anni di guerra in Ucraina, due anni di guerra in Terrasanta. A volte mi domando se non sia il caso di smettere di leggerne, e chiudermi definitivamente ai Casali, dove invece delle bizze di Trump, si parla della poiana che volteggia in cielo, o del lupo avvistato accanto alla strada, o del capriolo che si mangia le mie rose; l’evento dell’anno è l’avvicendamento del parroco.


I lavoretti in giardino, da sempre il mio salvavita, sono come ogni anno in questo periodo fermi e in ritardo. Spero presto di proseguire con la sistemazione dell’ingresso alla cascina. Aspetterò che la terra si asciughi. Ricordando il buon caro maestro, Tolkien: 

“Il lavoro mai iniziato, è quello che richiede più tempo per essere completato”

In un inverno che quasi quasi prova a fare l’inverno. Ha già nevicato due volte, quasi 40 cm in totale. L’ultima volta per Natale. È rimasta sui prati fino al 10 gennaio. Ne abbiamo fatto proprio una goduta. Speriamo sia sufficiente come riserva idrica per la prossima estate. E anche le temperature, per alcuni giorni sono state quelle di una volta: massima -2, minima -8! Con le giornate uggiose, dove mattina e sera la valle si riempie di nuvole, che poi durante il giorno si alzano e si infilano anche tra le nostre stradine.


Riesco a venire ai Casali regolarmente, molti giorni ogni settimana, incastrando il tempo qui con gli impegni di lavoro e di famiglia, in pianura.  Nel 2025 ho passato ai Casali 202 giorni. Meno dell’anno precedente, e meno dei 240 che mi ero dato come obbiettivo. Si fa quel che si può. Ci riproverò quest’anno a superarmi. Comunque non è poco. Abbastanza per sentirmi a casa qui.  

Dopo 10 anni, oltre a rimanere l’ultimo arrivato, sono il più giovane qui d’inverno. L’inverno davvero non è facile quassù, soprattutto per le scarse occasioni di socialità. Non frequento bar, e questo taglia fuori il 99% delle occasioni di conversazione. Con il freddo e il brutto tempo, ciascuno sta chiuso in casa sua. E più si sta così e meno si ha voglia di vedere persone. Rimedierò con la bella stagione, quando tutto si ripopola per l’estate. Ma oramai, per dire, mi son perfino messo ad impastare il pane in casa, pur di non dover andare a Bore dal fornaio. 

Devo darmi una raddrizzata, o diventerò definitivamente un vecchio burbero scorbutico… In più, così distante dalle persone che conosco e dagli amici di una vita, ogni tanto la nostalgia si sente. Ho fatto una lista, il primo giorno dell’anno nuovo. Un elenco di persone che vorrei rivedere e andare a trovare almeno una volta all’anno! Per non perdere i contatti con le persone che contano. 

Sembrano parole di nostalgia, ma in verità credo sia solo il desiderio di mantenere un equilibrio in questa vita strana, sempre sospesa a metà tra monti e piano, con un borsone sempre pronto e la valigia rossa nel baule dell’auto. Valigia rossa che io chiamo “il mio ufficio”, perché ci son dentro le uniche tre carte che ogni tanto mi serve avere a portata di mano per lavoro.

Una novità del 2025 sono state le riunioni di lavoro ai Casali! Ogni tanto, invece di essere io a scendere in pianura, qualcuno si azzarda a salire fin quassù. Sembra che piaccia, dato che la cosa si ripete, e prosegue nell’anno nuovo. Compreso pranzetto dalla Monica o al Passo. Giusto per allungare la lista dei debiti che ho nei confronti dei colleghi che mi permettono di vivere e lavorare così. Continuo a ripetermi che se riuscissi a replicare un 2026 uguale all’anno precedente, potrei essere la persona più felice di tutti.

Nel 2025 i colleghi mi hanno anche regalato un nuovo PC. Il regalo più gradito e inaspettato che mi sia capitato (dato che, come è risaputo, io non faccio e non ricevo mai regali). E solo chi, come me, lavora tutto il giorno sul suo portatile, sa quanto ci si può affezionare ad uno strumento che è più di un compagno di lavoro. Dopo sette anni di onorato servizio del PC Ghimli, ho dato il benarrivato al nuovo PC Thorin. Ho scritto anche un epitaffio per l’occasione:

Caro Computer portatile Toshiba, (Ghimli per gli amici), sei stato un impareggiabile alleato di lavoro in questi ultimi sette anni. Insieme ogni giorno, senza mai dare un problema, mai un inghippo. Dal gennaio 2018 il compagno di lavoro perfetto! Non c'è niente che non va in te, dopo tutti questi anni (sarà per questo che la divisione portatili Toshiba è fallita? 🤔) , ma ti devo confessare che oggi ho conosciuto un altro. Non avertene a male, ma lui è meglio di te in tutto 😅. Di te certo non dimenticherò i 19 tasti scoloriti, con cui ho scritto i migliori errori di battitura che potessimo fare insieme. È stato bello finché è durato, ma è arrivato il momento di voltare pagina. Senza rancori, restiamo amici 😂



Mi fermo una volta di più a pensare a quanto sono fortunato. Vari episodi in questi mesi mi hanno fatto pensare a quanto non sia scontato il mio modo di vivere da nomade digitale, lavorando in un luogo capace di regalare solo pace e serenità. E quanto questa condizione sia invidiabile per molti. 


MA come dico a tutti: basta avere un po’ di coraggio e buttarsi! I Casali, come tanti borghi quassù non aspettano altro che persone per bene e in gamba, in cerca di un po’ di pace. 

SI PUÒ FARE!



In fondo alla agenda ho fatto una lista: son le persone che abitano stabilmente ai Casali anche d’inverno. E a fine anno ho tirato alcune righe. Anche quest’anno sono mancate diverse persone. Livia, Giuseppe, Caterina, Giancarlo. Siamo sempre meno. Ricordo anche la scomparsa dello storico parroco don Piero (proprietario del famoso rudere davanti a me). A dicembre, guardando i tre quartieri del paese, alle Corti restiamo in 5, al Poggiolo nessuno, a Ca’ da Raio in 7.


Che il 2026 possa essere l’inizio di una piccola ripresa? Sarebbe bello, dopo decenni di calo demografico. C’è bisogno di persone nuove, giovani, con ragazzi, bambini, che imparino a voler bene a questi posti, che meritano ben di più. Il comune garantisce tutti i servizi possibili per bambini, famiglie, anziani. Mentre tutto si spegne lentamente. Son solo le persone che mancano. Il solito inghippo del riuscire a incrociare l’offerta di case e tranquillità, che qui non manca, con le persone che questo cercano… Qualche nuovo abitante potrebbe aiutare anche l’amministrazione a superare l’idea di manutenere solo quel che c’è, e prendere coraggio per portare qualche investimento pubblico in nuove attrezzature (il tanto agognato parcheggio, ad esempio, e qualche servizio per gli escursionisti)

Da radio scarpa arrivano notizie di una casa venduta, un’altra affittata per l’estate, qualche annuncio di compravendita in più rispetto al passato. Dai che magari qualcosa si muove!  Con la speranza che i lavori di messa in sicurezza della chiesa parrocchiale che si stanno concludendo, siano davvero il segno che per questo luogo moribondo, non è ancora arrivata la fine. 

Commenti

  1. Ci sono così tante cose da commentare che non so sceglierne una (per commentare tutto dovrei dedicarti almeno mezza giornata e ovviamente lo farei con piacere ma altrettanto ovviamente il tempo di soffermarmi a lungo manca)...
    Posso tagliare corto semplicemente dicendo che sono lieta di leggerti? Sia perché è bello che tu abbia avuto voglia e trovato tempo per scrivere sia perché io ho trovato quello di leggere, te e altri amici scriventi!
    Sai che forse sei l'unico "blogger" che vonosco anche di persona... ma ci devo pensare, non sono sicura! 🤔

    È ora di mettermi a combinare qualcosa, ti saluto con la speranza di rileggerci e rivederci presto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna! Grazie per fare un giretto da queste parti ☺️. Questa cosa che a mezzanotte scrivi che è ora di mettersi a combinare qualcosa mi spaventa un pochino 🤣... Sei come la Elena che fa la pasticcera di notte?

      Elimina
    2. Oh caspita... io sono convinta di aver commentato una mattina e la "ricevuta" nella mia casella di posta conferma "11 Feb 2026, 08:54".
      Abitiamo in paesi con nove ore di differenza di fuso orario? 🤣

      Elimina
    3. Sei scagionata. Era impostato il fuso orario di Los Angeles.. ohimé. Ora vado io a combinare qualcosa 🤣

      Elimina
    4. Ora che sei tornato nel fuso orario corretto vedrai che tutto scorrerà meglio... 😂

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

non sono più l'ultimo arrivato!

Oggi metto in fila alcuni pensieri in libertà. Anniversario strano: un anno fa ho chiuso tutti i profili social. Tanti saluti ai profili Facebook, Instagram, Twitter/X e Linkedin. Sono sopravvissuto, si può fare! E credo sia stata una delle migliori decisioni prese.  Questo inizio 2026 ci regala le Olimpiadi invernali a Milano e Cortina! Ma nei TG in TV si parla solo delle cose che non funzionano. Mai un cenno alle medaglie vinte dagli altri paesi, ai bellissimi esempi che gli atleti danno. Questo mi ha convinto a fare uno strappo alla regola, e riaprire per qualche settimana  Tiktok per seguire da dietro le quinte le olimpiadi, dal punto di vista degli atleti stessi. Che bello vedere persone giovani e felici, provenienti da ogni parte del mondo, piene di entusiasmo e voglia di fare, per dimostrare quanto valgono. Che passano giorni sereni, coccolati mentre gustano pasta e tiramisù, vivendo l’esperienza della loro vita. Ma per chi guarda la TV invece è come se tutte le cose bu...

tra il Pellizzone ed il monte Lama

Mi piace l'idea di lasciare traccia qui di due passeggiate che, partendo da due punti contrapposti, mi hanno consentito di esplorare tutta una parte del crinale della alta valle, paesaggio che oramai mi è così familiare visto dalla casa di Casali. Sono così finalmente riuscito a raggiungere e conoscere un po’ meglio le cime del Groppo di Gora, del Castellaccio, del Cravola e del monte Lama. Partendo dal passo del Pellizzone, imboccando la strada di destra, accanto al monumento ai caduti, ci si inoltra verso nord lungo un percorso che parte bello largo e comodo, e poi mano a mano stringe fino a diventare un sentiero in mezzo al bosco. Ma sempre perfettamente in cima al crinale che separa la Valdarda dalla Valceno. Per cui, anche in mezzo al bosco, si ha sempre un pendio che scende a destra, e l’altro che scende a sinistra. Il percorso completo è molto lungo, (tipo 15 chilometri), ma ci si può accontentare di molto meno. Io ad esempio mi son fermato sulla cima del Groppo d...

Rocca di Casali, atto primo

Già una scorsa volta, quando avevo fatto un primo giretto   per il paese, avevo visto l'indicazione: per la rocca, qui a destra.  Stavolta son deciso, voglio arrivarci. Della rocca avevo già letto due begli articoli del blog valtolla.com (ovvero Cronache della Valdarda , scritto tutto attaccato) che mi avevano molto incuriosito. In generale tutti gli articoli del blog son davvero interessanti e ben scritti. Mi piacerebbe proprio poter conoscere questo signor Sergio, prima o poi. Il suo sito è diventato oramai un riferimento per cercare informazioni storiche approfondite sulla zona.  Ora però vorrei passare dalla teoria alla pratica.  Imbocco una bella strada sterrata, completamente dall'altro lato del paese, rispetto a casa mia.  Dopo un quarto d'ora di camminata arrivo ad un quadrivio, ben segnalato con numerose frecce bianche e rosse.  Nonostante ciò, neanche a dirlo, sbaglio strada. Me ne accorgo quasi subito, perché inizio a scendere rap...

Il bar Casali

Devo confessare una cosa: non riesco ancora ad abituarmi a Casali. Anche se da qualche settimana ho iniziato a dormire qui a casa, niente è ancora entrato nella routine. Non riesco ancora ad essere indifferente al carillon del campanile come sveglia al mattino: è così piacevole :-) Come non riesco ad abituarmi al panorama verso la valle, diverso in ogni momento. Insomma, sono felice perché c'è ancora tanto entusiasmo per le piccole cose quotidiane, e spero che possa durare ancora a lungo. E poi si sta così bene qui a Casali, con questo bel venticello fresco! Tolta qualche chiacchiera, i momenti più spensierati però li trascorro al bar della Monica, a Pianazzo di Casali, lungo la provinciale che da Bore arriva al Passo del Pellizzone per poi ridiscendere fino a Bardi. È proprio un punto di riferimento per la zona, anche se io lo frequento solo per mangiare qualcosa a pranzo. Se appena posso salgo volentieri a piedi dal paese. Quindici minuti di salit...

decennale

Il ventisei settembre di dieci anni fa, mettevo per la prima volta piede ai Casali di Morfasso, per dare una occhiata ad una casetta vista per caso su un annuncio online. Non ero mai stato da queste parti prima di allora.... Mai sentito nominare Morfasso prima di allora.  Quel giorno avevo scattato questa foto ricordo dal balconcino. Quel che è successo poi è stata tutta colpa di questo panorama. Chi mai avrebbe pensato allora a come sarebbe proseguita questa storia. Alcune cose in dieci anni sono cambiate: il ciliegio è cresciuto, il tetto davanti è crollato, non facciamo più fotografie in orizzontale ... 🤷🏻 Ma  pensando alle cose belle: dieci anni di fine settimana passati a pulire, tagliare, potare, rastrellare, spalare, piantare, bagnare, scavare, riparare, accatastare, sbuffare, ma sopra a tutto: spostare sassi... E non ho ancora finito. 😅 Senza dimenticare il sequel: quel terreno accanto a casa che fino a cinque anni fa era così. Un sasso per volta, con calma e pazien...

Il sentiero Giovanni lo Slavo

La mattina presto del 15 agosto Casali è tutto un gran fermento: appena finiti i bagordi della grande festa, è il giorno della storica Marcia di Casali (maratona da 5, 10 e 20 chilometri, non competitiva, giunta alla sua trentanovesima edizione), oltre all'incredibile Sentiero dei dragoni o Ecotiral, con i suoi 42 chilometri di marcia in montagna, e 2000 metri di dislivello positivo, con partenza a Morfasso city, ma arrivo sul Pissone di Casali. Vi partecipano alcune centinaia di persone (quest'anno più di 500) che arrivano da molte regioni d'Italia, e anche dall'estero. Un altro successo per la locale Proloco e gli organizzatori! Tra l'altro è giornata magnifica, con un cielo azzurro intenso, attraversato da piccole nuvole bianche che si rincorrono all'impazzata: anche loro ci tengono a partecipare alla marcia, evidentemente… E così, immaginando che nel pomeriggio tutti se ne sarebbero stati spaparanzati sui prati a ristorarsi dalle fatiche, io...

Il monte Carameto

In un attimo di tranquillità mi son ritagliato qualche momento per raccogliere le idee e scrivere di un'altra bella passeggiata fatta nelle scorse settimane. La guida dei sentieri la chiama "L'anello di Casali" e consente di salire dal paese fino alla vetta del monte Carameto ( 1318 metri ) e ritorno. La partenza anche stavolta è direttamente dalla porta di casa. O meglio, per i precisi, dalla bacheca accanto alla canonica di Casali. Si inizia verso sud, percorrendo la strada asfaltata che con andamento pianeggiante attraversa un vasto versante tutto coltivato a campi di fumento e prati ben tenuti e ordinati. Attraversata la provinciale che va da Morfasso al Pellizzone ecco che si inizia la vera escursione, lungo uno sterrato che arrampica verso il passo, più diretto della strada. Era questa l’antica via che conduceva al passo, e lo si capisce da alcuni indizi sparsi qua e la: qualche muretto a secco, un accenno di sistemazione del fondo. Un tempo dovev...

Tra parentesi: doppiotondo

In questi giorni, mentre mi decidevo a iniziare a scrivere qui, avevo meditato un sottotitolo.  Purtroppo il modello di impaginazione che ho scelto non me lo consente. Ma mi piace troppo, non lo cambio per questo inconveniente.  Avrei scritto così: Casali di Morfasso ovvero come provare a vivere in un luogo tra tanti, sconosciuto ai più, con gli occhi di un osservatore alla ricerca della felicità nelle piccole cose. Che, forse, qui si può anche trovare.  - - -  Potrebbe essere arrivato il momento di una legittima domanda: ma cosa c'entra il nome doppiotondo con Casali?  Risposta: proprio niente!  O almeno questo può giustamente pensare il mondo. Eppure per me un senso ce l'ha. Il motivo dei due cerchi tangenti è un tema che mi è caro.  E per questo lo ho scelto anche per lasciare un segno del mio passaggio sulla nuova casetta, per rendere il suo aspetto un po' più "mio". Lo infilerò dove appena mi sarà possibile.  È ...

IO, tanto per iniziare

Ciao, sono Giovanni.  Vivo a Cremona una vita tranquilla, spesa tra la mia vecchia casa in campagna, abbracciata dagli argini del grande fiume,  e l'ufficio, anch'esso un antico edificio del centro città che trasuda storia da ogni mattone…  A chi mi chiede che lavoro faccio, rispondo sempre: faccio carte! In verità provo a fare l'architetto, ma no, dimenticate subito l'idea di un lavoro creativo ed entusiasmante. Oramai è tutto ridotto a burocrazia e scartoffie. Ma nonostante questo mi piace. Mi accontento di poco, e non mi manca niente.  Hobby preferito? Giardinaggio! Casa mia è attorniata da una massa di vegetazione. Non tutti capiscono, ma quello è il mio amato giardino! Un intrico di fiori ed erbe, tra le più disparate, provenienti da mezzo mondo, piantate tanto fitte che neanche la gramigna riesce più a crescervi in mezzo.  Per un periodo ho anche allevato api con grande passione, ma a malincuore ho dovuto desistere, a causa di un improvviso ...