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di tutto un po'

Dunque, per il post numero novanta, riprendo un po’ le fila di questi ultimi due mesi, elencando un po’ di cose che son successe.

Prima le cose importanti: grazie all'aiuto di un amico, finalmente l’inventario del giardino è un po’ più navigabile, grazie ad un indice, con rimandi incrociati. 

A fine gennaio abbiamo avuto una scossetta di terremoto, non avvertita: grado 3, ad una profondità 36 km, praticamente con epicentro proprio sotto ai Casali.

Il febbraio di quest’anno ha 56 giorni. È l’unica spiegazione. Sembra non finire mai, con tempo sempre grigio, nuvoloso o nebbioso. Giornate che si ripetono tutte uguali, senza vedere nulla fuori dalla finestra. Vado a passeggiare fino al bivio del mulino, per fare muovere le gambe. Ma non si vede niente, se non la quercia della 'Tachina', che è sempre un punto di riferimento. Ma anche qui, non si vede nulla. Ogni tanto si sente qualche rumore nel bosco: chissà chi mi fa compagnia. 

Il 8 febbraio sono caduti altri 20 cm di neve, ma sciolti rapidamente in pochi giorni. Terza nevicata della stagione, circa 90 cm in totale.

Ovviamente non riesco a proseguire con i miei lavoretti in giardino, in ritradissimo sul programma. Ma la terra è talmente bagnata che non si riesce a fare proprio niente

È passato febbraio, è passato l’inverno. Quasi

Si ricomincia finalmente a vedere qualche faccia in più rianimare il paese desolato, almeno nei fine settimana.

Ho cerchiato sul calendario la data del 3 marzo: la prima giornata di sole, quello vero. Quello che ti fa respirare aria di primavera. Quel giorno dell’anno in cui esci di casa, e all’improvviso ti accorgi dei bulbi che spuntano, con le mani che prudono per la voglia di buttarsi nella terra. Arriveranno ancor burrasche, ma questo inverno ce lo siamo lasciati alle spalle. Quasi.

Una nota a margine, ma non di poco conto a ben pensarci. Ho cancellato definitivamente i profili social di Facebook, Instagram e  Twitter. Già da tempo non li aprivo più. Mi rincresceva un po’ cancellarli, perché avevo l’idea che contenessero un po’ di ricordi di questi ultimi anni, diciassette anni, su per giù. Ma ho pensato che alla fine non erano poi così importanti. Non ne sento la mancanza. 

Sono troppo turbato da quel che sta accadendo nel mondo, e sento il bisogno di tagliare un po’ i ponti con queste entità possedute da grandi oligarchi americani… che sono quel che sono solo perché noi glielo permettiamo, utilizzando i loro prodotti. Stanno cambiando tante cose, forse è tempo anche per noi di cambiare qualche abitudine.

In questi giorni si ricordano i 5 anni dallo scoppio dell’epidemia della Covid. Ho riletto i post di allora, e mi hanno colpito due righe infilate in fondo, quasi per caso. Facevano riferimento ad un articolo che metteva in relazione l'epidemia di spagnola all'avvento dei regimi di inizio novecento. Allora ci si chiedeva se la storia si sarebbe ripetuta. Alla luce del delirio che sta succedendo negli Stati Uniti d’America in queste settimane, e alla confusione che regna nel mondo di conseguenza, la cosa mi spaventa un po’.

Beh, tutto questo mi fa pensare una volta di più che avere una casa fuori dal mondo e lontano da tutto quel che succede o potrà succedere, forse rimane una ottima idea!

Per fortuna poi c'è sempre il gatto Newton che mi fa buona compagnia.






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