Passa ai contenuti principali

Inizia una nuova avventura

Tolte le notizie di questo periodaccio, il senso di questo blog è di raccogliere le cose belle che mi succedono in quel di Casali di Morfasso.
Ecco, ne è successa un'altra di quelle cose belle che solo qui possono accadere.


Qui sulla costa, come si chiama la parte del paese dietro alla chiesa dove sta la mia casetta, di fianco a casa c'è un grande terreno che scende dalla strada in alto fino alle case, sagomato in due terrazzamenti in piano collegati tra loro da tre scarpate; a valle questo terreno finisce su due vecchi fienili, o meglio cascine come si chiamano qui. Anzi sulla cima delle cascine, perché il declivio è talmente forte che sembrano quasi incastonate nella montagna.
Certo il terreno è incolto e coperto da sterpaglie e rovi, e i due fabbricati in sasso col tetto in coppi sono in stato di abbandono e in cattive condizioni. 
Ma il luogo è bellissimo. Anzi mi sembra il più bello di tutti, perché da qui si gode forse il panorama più pittoresco sul paese e sulla valle: la si vede tutta, dal Carameto al monte di Santa Franca, con tutto quel che ci sta in mezzo.
E poi ci sono un bell'albero di noce, un susino e un ciliegio.



Ma quale è la cosa bella? Che dal 23 luglio 2020 questo pezzo di terra e tutto quel che ci sta sopra è diventato mio. Come un bellissimo dono.
È il completamento naturale del mio piccolo giardino, che ora potrà prendere tutto un altro respiro.
Mi piacerebbe col tempo farne un frutteto e un piccolo orticello. Sembra fatto per quello.
Certo prima devo capire come mettere in sicurezza i fabbricati: ci vorranno anni per vedere nella realtà quello che per ora è chiuso nella mia testa.
Un passo per volta, ora è stato fatto quello più importante.

Non è stato semplice, tra scartoffie e una pandemia di mezzo: era tutto pronto a fine febbraio ma è successo il patatrac con il blocco degli spostamenti interregionali e le varie misure di contenimento del contagio.


---

Qui mi tocca aprire una parentesi, lunga. 
A casa a Cremona, in un punto sfortunatissimo, cresce una rosa antica. È una centifolia muscosa, ma per noi è la rosa della teppa della nonna. Ha un valore affettivo per la famiglia Salomoni perché l'aveva piantata la nonna. Lei poverina aveva fatto tanti traslochi nella sua vita, prima di arrivare al Boscone, e si dice che ogni volta si sia portata con sé una piantina di questa rosa.
Una volta avevamo diversi esemplari sparsi per la cascina, ma oramai è rimasta solo lei. Per anni ho provato a riprodurla per talea senza mai riuscirci. Anche questo inverno ho tentato invano. E pensare che poveretta oramai cresce tutta stentata, contro il muro vicino all'ingresso, in una terra dura come la pietra, dove i trattori le fanno il pelo ogni volta.
Anche quando avevo comperato casa a Casali, per diversi anni ho provato a fare una talea perché mi sarebbe piaciuto perpetuare la tradizione e portarne una piantina anche qui. Ma niente...

E poi una seconda parentesi: come era successo per i mobili della casa acquistati prima dell'atto, anche questa volta sono riuscito a metterci del mio. Prima di aver la terra ero già andato con una amica in un bellissimo vivaio a Serravalle Scrivia (I giardini e le fronde), da cui sono uscito con tre piante da piantare a Casali. Cosa che non ho potuto fare a causa del COVID. Stanno sopravvivendo in vaso a Cremona in attesa del prossimo inverno.

---

Ma tornando a noi....

Quando a fine giugno Marcella mi scrive su whatsapp "cosa facciamo, ci riproviamo?" le rispondo "si dai, sento il notaio!". 
Ed esco a fare due passi per schiarirmi le idee, con le preoccupazioni che questa cosa si porta dietro.
Vado a trovare le tre piantine, ripassando dove piantarle quando sarà il momento, e poi mi avvio verso l'argine.
Ma... meraviglia!
Mi accorgo che la rosa della nonna ha emesso da terra un nuovo pollone, sparato verso la strada, in una posizione stranissima. Ma... doppia meraviglia! Ha anche tutte le sue belle radicine già cresciute!
Corro a prendere il forbicione, senza pensare, taglio il rametto e lo pianto subito in un vaso.
Poi mi fermo un attimo a riflettere sull'accaduto e mi commuovo.

Perché chiamatelo come vi pare, ma se non è un segno del destino questo non so cosa può esserlo.

E potrei fare a meno di dire che la piantina ha attecchito perfettamente e cresce rigogliosa, pronta per essere piantata a Casali.

In quel momento mi sono passate tutte le ansie, i dubbi e le preoccupazioni per i problemi che quei due fabbricati mi daranno. 
La rosa mi ha detto quale era la cosa giusta da fare. 

E sono certo che il tempo le darà ragione.


Commenti

Post popolari in questo blog

anemoni speciali

Spolverando la stanza inutile, mi si è letteralmente accesa una lampadina sopra la testa, e mi sono accorto che non ho lasciato traccia qui di una di quelle cose piccole piccole, ma grandi per il loro valore. Sarà merito delle pastiglie di omega3? Provo a rimediare. Le persone normali la chiamerebbero soggiorno, ma essendo che il 100% del mio tempo libero è passato a sfacchinare in giardino, non la uso proprio mai. Però in una vetrinetta, ben riparata, ho collocato un delizioso piccolo quadretto. O meglio, un "legnetto". È stato dipinto nel 2015 da Anna Bernasconi, artista e blogger appassionata, che puoi leggere  qui  (con le sue creazioni), o  qui  (con le sue "quasi cartoline"). Anna aveva raccontato   qui   della creazione di questo dipinto. Si intitola "luci che sbocciano", e raffigura alcuni anemoni giapponesi fioriti, che spiccano sullo sfondo di un muro in mattoni antichi. Per dipingerlo Anna si era ispirata a una foto che avevo postato su Inst...

Il Passo del Pellizzone

Dopo due anni a Casali, per la terza volta domenica sono arrivato al passo del Pellizzone (1029 metri slm, come recita il cartello). Quasi uno scandalo non andarci più spesso, è proprio a due passi dal paese. La prima volta ci son andato per necessità: una domenica ho avuto un problema con l'auto che mi aveva messo una grande ansia. Per fortuna di poco conto e subito risolto dalle abili mani di Pinuccio, Meccanico al Pellizzone, che così ho avuto modo di conoscere meglio all'opera nella sua officina, nonostante il giorno festivo. La seconda volta invece ci son passato a piedi, mentre salivo in cima al Carameto, partendo da casa. Passeggiata di cui ho raccontato qui . Le scorse volte mi erano rimaste impresse alcune cose: il paesaggio inaspettato, giustamente tipico di un passo in cima al crinale, al capo della valle; due begli edifici antichi, forse in origine poste per i cavalli: uno dei quali oggi ancora ospita un bar dove il tempo sembra essersi ferm...

Il bar Casali

Devo confessare una cosa: non riesco ancora ad abituarmi a Casali. Anche se da qualche settimana ho iniziato a dormire qui a casa, niente è ancora entrato nella routine. Non riesco ancora ad essere indifferente al carillon del campanile come sveglia al mattino: è così piacevole :-) Come non riesco ad abituarmi al panorama verso la valle, diverso in ogni momento. Insomma, sono felice perché c'è ancora tanto entusiasmo per le piccole cose quotidiane, e spero che possa durare ancora a lungo. E poi si sta così bene qui a Casali, con questo bel venticello fresco! Tolta qualche chiacchiera, i momenti più spensierati però li trascorro al bar della Monica, a Pianazzo di Casali, lungo la provinciale che da Bore arriva al Passo del Pellizzone per poi ridiscendere fino a Bardi. È proprio un punto di riferimento per la zona, anche se io lo frequento solo per mangiare qualcosa a pranzo. Se appena posso salgo volentieri a piedi dal paese. Quindici minuti di salit...

sentirsi a casa

Mai come durante questo agosto mi sono sentito così a casa qui. Sentirsi a casa forse significa sentirsi parte di una routine, con il caffè d'orzo dalla Monica, la spesa a Bore, qualche esperimento in cucina, la passeggiata di primo pomeriggio, leggere un libro guardando il tramonto in giardino, le luci che si accendono con il sopraggiungere del buio…  Ma sopra a tutto: il filòs alla sera. Quello davvero sopra a tutto. Uscire dalla porta alla sera dopocena, scendere in strada accanto al campanile della chiesa, e stare li, in compagnia, tra chiacchiere semplici e sincere. Ci si ritrova tutti: prima quelli delle case più vicine, e poi mano a mano si aggiunge chi arriva dopo una breve passeggiata, e di tanto in tanto qualcuno che passa con la macchina e volentieri si ferma a fare quattro chiacchere.  Tutti li: le donne sedute lungo il muro su un lato della strada, quello più riparato dall'arietta fresca della sera, gli uomini in fila anche loro, sull...

Il monte Carameto

In un attimo di tranquillità mi son ritagliato qualche momento per raccogliere le idee e scrivere di un'altra bella passeggiata fatta nelle scorse settimane. La guida dei sentieri la chiama "L'anello di Casali" e consente di salire dal paese fino alla vetta del monte Carameto ( 1318 metri ) e ritorno. La partenza anche stavolta è direttamente dalla porta di casa. O meglio, per i precisi, dalla bacheca accanto alla canonica di Casali. Si inizia verso sud, percorrendo la strada asfaltata che con andamento pianeggiante attraversa un vasto versante tutto coltivato a campi di fumento e prati ben tenuti e ordinati. Attraversata la provinciale che va da Morfasso al Pellizzone ecco che si inizia la vera escursione, lungo uno sterrato che arrampica verso il passo, più diretto della strada. Era questa l’antica via che conduceva al passo, e lo si capisce da alcuni indizi sparsi qua e la: qualche muretto a secco, un accenno di sistemazione del fondo. Un tempo dovev...

decennale

Il ventisei settembre di dieci anni fa, mettevo per la prima volta piede ai Casali di Morfasso, per dare una occhiata ad una casetta vista per caso su un annuncio online. Non ero mai stato da queste parti prima di allora.... Mai sentito nominare Morfasso prima di allora.  Quel giorno avevo scattato questa foto ricordo dal balconcino. Quel che è successo poi è stata tutta colpa di questo panorama. Chi mai avrebbe pensato allora a come sarebbe proseguita questa storia. Alcune cose in dieci anni sono cambiate: il ciliegio è cresciuto, il tetto davanti è crollato, non facciamo più fotografie in orizzontale ... 🤷🏻 Ma  pensando alle cose belle: dieci anni di fine settimana passati a pulire, tagliare, potare, rastrellare, spalare, piantare, bagnare, scavare, riparare, accatastare, sbuffare, ma sopra a tutto: spostare sassi... E non ho ancora finito. 😅 Senza dimenticare il sequel: quel terreno accanto a casa che fino a cinque anni fa era così. Un sasso per volta, con calma e pazien...

recuperando arretrati

Mi siedo ostinato al pc, con l’idea di lasciare una traccia qui dopo mesi di silenzio. Doveva essere il post di fine 2025… siamo quasi alla fine di gennaio. Tutto in ritardo di un mese, oramai è il mio standard medio per ogni cosa, accidenti.  Sono giorni molto confusi a livello internazionale. Quando mi sveglio la mattina ho quasi paura ad aprire il notiziario. Mi domando: stanotte sarà scoppiata una nuova guerra? Una altra regola del diritto internazionale sarà stata calpestata? Il tenore delle notizie che ci arrivano ha raggiunto livelli di imprevedibilità che solo due anni fa sarebbero stati totalmente inconcepibili. Con quel che succede in Venezuela, la Groenlandia improvvisamente al centro dei notiziari di tutto il mondo, tre anni di guerra in Ucraina, due anni di guerra in Terrasanta. A volte mi domando se non sia il caso di smettere di leggerne, e chiudermi definitivamente ai Casali, dove invece delle bizze di Trump, si parla della poiana che volteggia in cielo, o del lupo ...

domande senza risposta

Sto passando un po' di tempo a Casali finalmente. A giugno quasi metà mese trascorso qua. È tutta un'altra cosa così, mi sembra per la prima volta di godere la piena potenzialità della casetta, anche se passo la giornata al lavoro davanti ad un pc.  Ma alzare gli occhi alla finestra e vedere la valle davanti a me, rende tutto migliore. E questa pace mi porta a fare alcune riflessioni, stimolate anche dalle chiacchiere di compagnia in piazzetta. Perché sono sempre stato ottimista sul futuro del paese. Ma quest'anno no. Quante persone sono mancate a Casali ! Dall'inizio dell'anno Lorenzo, Sergio, Antonio, Giuseppe, Giovanna, Pietro, Luigi, Aldo. Su un paese che conta(va) ufficialmente 66 residenti non è una questione indifferente. E dopo un 2020 che non è stato proprio da meno. Ciascuna di queste persone lascia un grande vuoto nella comunità. Alcune lasciano anche una casa vuota. Si sente dire che qualcuno non intende tornare durante le ferie, perché oramai non c'...

sulla felicità

Che strano questo inverno. Una stagione a metà.  Con l’inversione termica e l’anticiclone a farla da padrone: per intere settimane a Casali si è goduto di un clima quasi primaverile, con giornate calde e cieli sereni. Davvero una meraviglia!  Invece di freddo, pioggia e neve, solo cieli talmente limpidi e azzurri da perdercisi dentro. Ci costerà cara questa stagione: lo ripenseremo questa estate, quando non sarà rimasta neanche una goccia di acqua. Ne ho approfittato anche io, per passare qualche fine settimana qui, seppur un po’ baraccato, con la casa inutilmente chiusa per l’inverno, per fare qualche lavoretto in giardino e proseguire il riordino generale, della zona bassa dei fienili.  Ho fatto il conto dei giorni trascorsi qui lo scorso anno: 87, di cui 25 quasi consecutivi tra luglio e agosto. Ecco, si, così va bene. Purtroppo negli ultimi mesi c’è stato un tracollo drastico. Segno delle cose che iniziavano a non funzionare del tutto. --- Non mi nascondo: sto attrave...

inventario

Primo aprile: anche a Casali scoppia la primavera: è tutto un fiorire di primule, violette, epatica, bucaneve, ellebori, narcisi, colombine.... E il bello è che ci pensa la natura a riempire di fiori ogni angolo libero.  Anche nel mio giardinetto c'è qualcosa. Nonostante si faccia strada sempre più forte un pensiero: per tanti fiori che pianto in giardino, scopro che ce ne sono altrettanti, se non gli stessi, che crescono spontanei nei dintorni. Solo che quelli crescono generalmente meglio e più belli dei miei.... ma tant'è, ho imparato a rassegnarmi. E visto che sono in vena di elenchi, aggiungo qui sul blog l'inventario completo di quel che c'è in giardino.  Lo so che quando ne parlo, nessuno mi crede. Ma l'inventario esiste veramente! Eccone la prova.  Si compone di una prima parte con una sintesi, e a seguire l'elenco dettagliato, con il nome comune o scientifico (quando noto), dove la pianta è stata acquistata, la zona del giardino in cui si colloca, e  l...