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buon lavoro a me

Con l’inizio dell’anno nuovo faccio un po’ il punto della situazione sui miei lavoretti ai Casali.  Si avviano finalmente verso la conclusione i lavori di messa in sicurezza dei due fienili: il fienile della Rina ha un tetto sulla testa, e il fienile della Marcella è parzialmente demolito, e quasi libero dai sassi. Non significa che i lavori siano finiti (più che altro al momento è finito il portafoglio), ma almeno non dovrebbe più cadere niente in testa a qualcuno. Proseguono poi i lavoretti “della domenica”, per dare un senso agli spazi di quello che io chiamo frutteto, per distinguerlo dal giardino accanto a casa, ma solo per convenzione e per l’abitudine di dare un nome ad ogni cosa. In realtà non sa ancora bene neanche lui cosa essere: un prato a balze, un giardino, o chissà cosa…  Obiettivo è anche arrivare alla meta tanto agognata: poter chiamare l’ex fienile della Marcella “orto”, senza le tante virgolette che per ora ancora accompagnano la parola. Essendo davvero tant...

Inizia una nuova avventura

Tolte le notizie di questo periodaccio, il senso di questo blog è di raccogliere le cose belle che mi succedono in quel di Casali di Morfasso. Ecco, ne è successa un'altra di quelle cose belle che solo qui possono accadere. Qui sulla costa, come si chiama la parte del paese dietro alla chiesa dove sta la mia casetta, di fianco a casa c'è un grande terreno che scende dalla strada in alto fino alle case, sagomato in due terrazzamenti in piano collegati tra loro da tre scarpate; a valle questo terreno finisce su due vecchi fienili, o meglio cascine come si chiamano qui. Anzi sulla cima delle cascine, perché il declivio è talmente forte che sembrano quasi incastonate nella montagna. Certo il terreno è incolto e coperto da sterpaglie e rovi, e i due fabbricati in sasso col tetto in coppi sono in stato di abbandono e in cattive condizioni.  Ma il luogo è bellissimo. Anzi mi sembra il più bello di tutti, perché da qui si gode forse il panorama più pittoresco sul paese e sulla valle: l...

tra il Pellizzone ed il monte Lama

Mi piace l'idea di lasciare traccia qui di due passeggiate che, partendo da due punti contrapposti, mi hanno consentito di esplorare tutta una parte del crinale della alta valle, paesaggio che oramai mi è così familiare visto dalla casa di Casali. Sono così finalmente riuscito a raggiungere e conoscere un po’ meglio le cime del Groppo di Gora, del Castellaccio, del Cravola e del monte Lama. Partendo dal passo del Pellizzone, imboccando la strada di destra, accanto al monumento ai caduti, ci si inoltra verso nord lungo un percorso che parte bello largo e comodo, e poi mano a mano stringe fino a diventare un sentiero in mezzo al bosco. Ma sempre perfettamente in cima al crinale che separa la Valdarda dalla Valceno. Per cui, anche in mezzo al bosco, si ha sempre un pendio che scende a destra, e l’altro che scende a sinistra. Il percorso completo è molto lungo, (tipo 15 chilometri), ma ci si può accontentare di molto meno. Io ad esempio mi son fermato sulla cima del Groppo d...

la quiete dopo la tempesta

Avviso: questo post non interesserà a nessuno. Ma stavolta non importa, ho bisogno di mettere una bandierina qui, ogni tanto, per me. È un periodo di strani pensieri che girano nella testa, anche se quasi non ho tempo nemmeno per quelli, preso come sono da un lavoro che mi piace ma che risucchia ogni briciola di anima. E così una salita di un pomeriggio per controllare la casa, dopo una terribile tempesta che ha flagellato la valle, diventa un insperato momento di grazia e di pace. Perché è così: ogni volta che con la mia macchinina Jole risalgo la valle, supero la Rocca ed entro in quella piccola conca avvolta dai monti e quasi nascosta al mondo, in mezzo al nulla, mi sembra di entrare in una dimensione altra, migliore. Penso che questa aria leggera e frizzantina, insieme alla luce limpida e chiara, mi curino l'anima. Mi rendono una persona migliore. Anche se è sempre una toccata e fuga: solo poche ore in un mese. Un dispiac...

Il monte Carameto

In un attimo di tranquillità mi son ritagliato qualche momento per raccogliere le idee e scrivere di un'altra bella passeggiata fatta nelle scorse settimane. La guida dei sentieri la chiama "L'anello di Casali" e consente di salire dal paese fino alla vetta del monte Carameto ( 1318 metri ) e ritorno. La partenza anche stavolta è direttamente dalla porta di casa. O meglio, per i precisi, dalla bacheca accanto alla canonica di Casali. Si inizia verso sud, percorrendo la strada asfaltata che con andamento pianeggiante attraversa un vasto versante tutto coltivato a campi di fumento e prati ben tenuti e ordinati. Attraversata la provinciale che va da Morfasso al Pellizzone ecco che si inizia la vera escursione, lungo uno sterrato che arrampica verso il passo, più diretto della strada. Era questa l’antica via che conduceva al passo, e lo si capisce da alcuni indizi sparsi qua e la: qualche muretto a secco, un accenno di sistemazione del fondo. Un tempo dovev...

26 settembre 2015, si apre un mondo

Tendo ad essere a lungo grato alle persone che in un modo o nell'altro mi aiutano in questa vita. Una persona a cui non ho ancora riconosciuto sufficiente gratitudine è Paolo, amico di mio fratello, che qualche tempo fa ha acquistato una casa da ristrutturare in valle, a San Genesio.  Sentendo della sua esperienza, il suo entusiasmo, e scoprendo quanto l'aveva pagata (ebbene si, essendo architetto e quindi povero disperato, il portafoglio conta!), inizio a pensare che forse forse, potrei provarci anche io. Di sicuro quella cifra è l'unica che mi potrei permettere. Se non ci fosse stato lui non sarebbe successo nulla, doppiotondo non esisterebbe, e fine della questione.  Combinazione ha voluto che mentre ciò accadeva, era in atto un altro piccolo cambiamento nella mia vita: dopo cinque anni di intenso e pervasivo impegno (sempre in termini di volontariato), mi dimettevo da responsabile del FAI Giovani della provincia di Cremona. Oramai con la calvizie incipi...