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domande senza risposta

Sto passando un po' di tempo a Casali finalmente. A giugno quasi metà mese trascorso qua. È tutta un'altra cosa così, mi sembra per la prima volta di godere la piena potenzialità della casetta, anche se passo la giornata al lavoro davanti ad un pc.  Ma alzare gli occhi alla finestra e vedere la valle davanti a me, rende tutto migliore.

E questa pace mi porta a fare alcune riflessioni, stimolate anche dalle chiacchiere di compagnia in piazzetta.

Perché sono sempre stato ottimista sul futuro del paese. Ma quest'anno no.




Quante persone sono mancate a Casali ! Dall'inizio dell'anno Lorenzo, Sergio, Antonio, Giuseppe, Giovanna, Pietro, Luigi, Aldo. Su un paese che conta(va) ufficialmente 66 residenti non è una questione indifferente. E dopo un 2020 che non è stato proprio da meno.

Ciascuna di queste persone lascia un grande vuoto nella comunità. Alcune lasciano anche una casa vuota.

Si sente dire che qualcuno non intende tornare durante le ferie, perché oramai non c'è più nessuno.

Una vicina saggiamente osserva che se diciamo tutti così, non verrà più nessuno per davvero, e allora si che sarà finita.  Ha ragione.


Anche se sono forestiero, e forse dovrei tacere, sono dell'idea che la situazione imporrebbe una riflessione collettiva.

Non si può andare avanti solo ricordando e rimpiangendo i fasti di un tempo, quando qui vivevano 600 persone e le strade pullulavano di vita. È giusto ricordare la storia, sono il primo a dirlo. Sono avido di ricordi e ascolto sempre i racconti con grandissimo interesse e rispetto, e anzi sarei il primo ad essere felice se venissero raccolti in qualche modo. Ma non portano a niente più di questo. 

Proviamo a fare un esercizio: immaginiamoci tra dieci anni: chi ci sarà? E tra venti?

Io mi immagino qualche casa aperta ad agosto, e qualche altra casa aperta nei fine settimana, dai ragazzi di oggi.  Ma tutto il resto? Dobbiamo immaginarci Casali tra qualche anno tutto sommerso dalla guidersa come è già oggi la corte sotto casa mia? Trovo l'immagine abbastanza realistica, se non cambia qualcosa.



Forse è arrivato, ora, il momento di essere altruisti, consentendo che la comunità si rinnovi?

Io sono arrivato qui da poco: sono un forestiero, e forse per questo non riesco a cogliere questioni più di dettaglio che sicuramente possono sfuggirmi.

Ma ripenso oggi a quel giorno di cinque anni fa, quando all'atto di compravendita la signora Patrizia mi disse chiaramente che le dispiaceva vendere la casa, ma che le dispiaceva ancora di più vederla vuota, ed era suo desiderio farla vivere di nuovo.

Forse non sta a me dirlo, ma non è stata, la sua, una decisione saggia?


Qualcosa ogni tanto si muove: pare che una casa in più sia stata venduta, e verrà recuperata. Una goccia in un mare, ma sempre una ottima notizia!

Perché tenere una casa chiusa e vuota come un feticcio, senza farne nulla, non aiuta nessuno. Anche quando è un ricordo di famiglia.

Ci si può domandare: è giusto tenere la casa avita chiusa e in abbandono?  Una risposta può essere: certo che sì! Perché ciascuno dispone delle sue cose come vuole, e ci mancherebbe altro.

Ma ci si può porre anche un'altra domanda: tenere la casa avita chiusa e abbandonata, è la cosa giusta per il paese? E personalmente a questa domanda io credo di rispondere convintamente che no, non è giusto. O almeno, non lo è se questo impedisce a qualcuno, che volentieri vorrebbe trasferitisi qui e portare nuove energie, di costruire un proprio progetto per l'avvenire. 

Oppure forse non c'è una risposta giusta a queste domande. Ma resto dell'idea che sia arrivato il momento per farsele, una volta di più: va bene lasciare andare le cose avanti così, o possiamo fare qualcosa tutti insieme per raddrizzare la rotta?


Mancano le persone. È proprio vero. Ma dove sta l'inghippo?

Una cosa di cui non riesco proprio a capacitarmi è l'incredibile mancanza di incontro tra domanda e offerta.

In epoca di pandemia tutti cercano un luogo di evasione, lontano dal caos della città. O un posto dove fare telelavoro ora che la connessione funziona bene anche qui. E resto dell'idea che per i cremonesi questa sia la zona perfetta: Cremona è il bacino di utenza migliore a cui attingere, lo dico convintamente, in barba ai campanilismi dello scorso millennio.

Invece molti cremonesi neanche hanno mai sentito parlare di Morfasso, oppure si, una volta, vagamente, ma non sanno nemmeno dov'è. La spiegazione standard per capirsi quando parlo con qualcuno è "in fondo alla valle di Castell'Arquato". Così ci si capisce. Eppure sono solo 70 chilometri di distanza. Di Casali magari qualcuno ha sentito parlare, se ascolta radio Malvisi,  come di quel paesino dove organizzavano la festa d'estate…

Fu esattamente così anche per me, all'inizio. Qualcosa non funziona.

---

Certo ci sono anche problemi strutturali, come la cronica mancanza di parcheggi alle Corti, dove proprio non esiste fisicamente spazio per lasciare l'auto. Già anche solo avere un ospite che deve parcheggiare è un lusso che non tutti si possono permettere…. Come si può pensare che a qualcuno venga voglia di recuperare le tante case prive di un accesso veicolare dalla strada, se non esiste uno spazio ove poter lasciare l'auto, ad esempio? 

Un parcheggio pubblico risolverebbe il problema complessivo? Certamente no, ma la sua esistenza sarebbe un problema in meno.

Non è tutto negativo, chiariamoci: penso alla recente riasfaltatura di tutta la strada, opera che dopo tanti anni  le restituisce uno stato più che dignitoso: fa già tutta un'altra impressione arrivare, e va dato onore al merito di chi ha lavorato per ottenere il risultato: grazie!


Ma cosa possiamo fare? Ahimè non ho una risposta.

Io nel mio piccolo ci ho provato con queste righe, i primi anni, e non è ovviamente servito a nulla. 

Quello che posso dire è che mi sono innamorato di questo posto e non ne potrei più fare a meno.

Comunque se qualcuno capita tra queste righe per caso, ecco un breve riassunto: cinque anni fa per caso sono capitato nel borgo di Casali di Morfasso (qui la pagina wikipedia per approfondire) dove ho trovato una piccola casa con vista sulla val d'Arda, un giardino rinsecchito, e degli ottimi vicini.

Se all'ascolto c'è qualche persona giovane e perbene alla ricerca di un luogo dove trascorrere momenti sereni e tranquilli, senza isolarsi in un bosco in stile eremita, beh provi a farsi un giro in quel di Casali di Morfasso questa estate, perché potrebbe essere il posto che sta cercando, anche se non lo sa.

Di sicuro a me ha fatto un gran bene.

Commenti

  1. Sicuramente le risposte e le soluzioni ai tuoi interrogativi sono varie, a volte anche contrastanti e tutte (o quasi) sensate, a seconda degli stili di vita, delle aspirazioni, delle attitudini...

    Credo che ci vorrà un po' prima di ritrovare l'ottimismo per il futuro ma tornare ad esserlo (tra un po'...) è plausibile quanto è plausibile che coi problemi che abbiamo avuto e stiamo avendo sia facile perderlo.

    Quindi avanti con gli spunti e le chiacchiere, che prima o poi qualcuna buona e fattibile, detta al momento giusto e alle persone giuste (oddio quante coincidenze servono, quasi quasi perdo la fiducia... 😅 Quasi!) salta fuori.

    Speriamo che qualche giovane perbene capiti a leggere queste righe, potrebbe proprio trovarle invitanti!

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    1. Speriamo che capiti davvero! Perché tante piccole cose messe insieme possono anche cambiare le cose. L'importante è almeno provarci. Quindi grazie Anna. Ho scritto questo post un po' d'impulso, perché a volte sembra che niente cambi. Invece altre volte sembra che qualcosina si muova. Si è vero che le coincidenze necessarie sono davvero tante, ma non è impossibile. Speriamo bene!

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  2. Ciao, non ci siamo mai visti o presentati ma mio padre mi parlava di te come di un giovane proprio in gamba. Ti ringrazio per averlo ricordato tra chi è volato Altrove. Io da Giugno mi dibatto tra il desiderio di voler venire su e l'enorme fatica di sentire quella casa vuota.
    Quindi penso: forse, almeno a volte, è il dolore che può fermare.
    Credo che per ciascuno sia diverso... C'è chi vorrebbe tornare ma soffre, chi ha difficoltà di convivenza con i vicini (fa ridere ma tant'è... A Casali - ma forse in ogni piccolo paese - il litigio con i parenti per la casa che deve essere spartita tra innumerevoli fratelli/cugini/nipoti assume quasi tratti di folklore locale!), chi non se ne cura... Però sicuramente è un dato di fatto che manca l'offerta immobiliare, perché di belle abitazioni lasciate andare alla malora ce ne sono e anche di persone che, potenzialmente, potrebbero essere interessate.
    Non ho mai pensato che Casali possa essere appetibile anche per chi non è del posto... Sarà che tra noi nativi e originari c'è un po' la tendenza a buttarsi giù, mentre tu mi fai pensare che forse, oltre al valore del cuore (per chi, come me, lo sente) questo posto può avere punti di forza anche più oggettivi!
    Rispetto a questa nuova prospettiva, per il cui dono ti sono grata, suggerisco che, forse, l'amministrazione comunale potrebbe pensare di contattare direttamente i proprietari delle case sempre chiuse e tastare il terreno su un possibile accordo di locazione o vendita.
    L'idea del parcheggio, invece, mi ha fatta sorridere. :-)
    Spero un giorno di poterci presentare, magari durante un bel "filosso", anche se ora, solo al pensiero, mi vengono le lacrime agli occhi.

    Ciao e grazie per questo blog,
    Serena (figlia di Pietro)

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    1. Cara Serena, anche se con tanto ritardo mi fa piacere leggere questa tua riflessione: è così bella l’idea che queste righe ogni tanto possano interessare qualcuno.
      Capisco quel che dici: conoscevo da poco tuo papà, ma con lui facevo sempre volentieri due chiacchiere. E penso di poter capire un po’ quel che stai passando: anche io ho perso il papà da poco più di un anno, e mai avrei creduto, a distanza di tempo, di fare ancora così fatica a superare la perdita. Forse le mie parole, scritte un po’ di getto, andrebbero un po’ più circostanziate, ma oramai è andata così. Dopotutto forestiero sono e forestiero rimango. L’unico vantaggio è che gli occhi del forestiero a volte vedono cose che chi vive la quotidianità fatica a cogliere.
      Poi certamente Casali non è un posto per tutti, dipende da quello che si cerca. Io continuo a ritenermi molto fortunato ad esserci capitato. Qualche giorno fa mi hanno detto: è un posto dove si può stare tranquilli, ma dove non si è mai soli. La trovo una definizione perfetta. A presto! :-)

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  3. Io e il mio compagno nelle nostre escursioni in moto passiamo spesso da queste parti...ci piace mangiare un panino dalla Monica al bar Casali, ammirare il panorama e sognare...ci siamo innamorati di questi posti!!!

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    1. Mi fa proprio tanto piacere :-) Allora magari capiterà di incrociarsi dalla Monica!

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