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Visualizzazione dei post con l'etichetta frutteto

stipe al tramonto

Lungo silenzio qui. Non riesco a scrivere in questo periodo. Sto tenendo qualche appunto delle cose che mi succedono. Il giorno che tornerà l’ispirazione dovrò scrivere un papiro per coprire questi cinque mesi di vuoto…  Sarà colpa della nuova scritta che campeggia sul muro dello studio, davanti al mio scrittoio: mi ricorda ogni giorno di “non dire mai quello che pensi”.  Al momento è un ottimo tip per la sopravvivenza spiccia delle piccole cose. Però ci tengo a lasciare traccia di una bella cosa che è capitata nei giorni scorsi, che per me vale molto. Nonostante il giardino sia più rinsecchito che mai, una amica ha fatto alcune bellissime foto della bordura del frutteto. In particolare la Stipa Gigantea e la Stipa Ichu, che danno il loro meglio al tramonto, in controluce. Ho il permesso di caricarle qui, e volentieri lo faccio, con i suoi crediti. Grazie! L’autrice è Silvia Brozzi.   Il profilo Instagram è silviab_photo  .

buon lavoro a me

Con l’inizio dell’anno nuovo faccio un po’ il punto della situazione sui miei lavoretti ai Casali.  Si avviano finalmente verso la conclusione i lavori di messa in sicurezza dei due fienili: il fienile della Rina ha un tetto sulla testa, e il fienile della Marcella è parzialmente demolito, e quasi libero dai sassi. Non significa che i lavori siano finiti (più che altro al momento è finito il portafoglio), ma almeno non dovrebbe più cadere niente in testa a qualcuno. Proseguono poi i lavoretti “della domenica”, per dare un senso agli spazi di quello che io chiamo frutteto, per distinguerlo dal giardino accanto a casa, ma solo per convenzione e per l’abitudine di dare un nome ad ogni cosa. In realtà non sa ancora bene neanche lui cosa essere: un prato a balze, un giardino, o chissà cosa…  Obiettivo è anche arrivare alla meta tanto agognata: poter chiamare l’ex fienile della Marcella “orto”, senza le tante virgolette che per ora ancora accompagnano la parola. Essendo davvero tant...

per i posteri

Sono rimasto indietro nel raccontare i piccoli e grandi progressi fatti in questi ultimi mesi nella sistemazione del “frutteto” e dell’ “orto”, dove lentamente si inizia forse a intravedere l’aspetto che dovrebbe avere il tutto ad opera conclusa. Rimedierò. Dopo un anno ho finalmente capito che il tempo libero del fine settimana non sarebbe stato sufficiente per riuscire a completare i lavoretti, e approfittando delle belle giornate regalate da questa fine di autunno, ho dato una bella accelerata, lavoricchiando anche durante i giorni infrasettimanali, rispettando per adesso il cronoprogramma che mi sono costruito, e che prima o poi posterò anche qui. In questi giorni di spostamento sassi accelerato, alle prese con il più grosso tra tutti,   mentre faticavo a portarlo nella posizione prescelta, ho avuto una piccola illuminazione: perché non lasciare proprio qui dietro un messaggio in bottiglia, per spiegare a chi verrà dopo di me, se mai ci sarà, cosa mi sia venuto in mente? ...

ma il giardino come sta?

Ma da quanto tempo non scrivo qui del mio giardinetto! Strano perché non manco di prendermene cura, anche in queste  giornate invernali per nulla fredde: c'è sempre qualcosa da fare, anche quando tutto riposa. Dopo aver attraversato una estate calda e secca in modo terribile, ed il maldestro tentativo di metterci una toppa. È già un ricordo, ma ben presente, il mio vagare con  il baule della Jole pieno di taniche d'acqua, raccolta a Cremona o alle fontane in fondovalle, sempre troppo poca. Tanto lavoro, correndo qua e là, per cercare di salvare il salvabile, pur vedendo tutto lentamente deperire e seccare. Ma poi ho assistito al miracolo: quando a settembre ha ripreso a piovere, è tutto meravigliosamente rinato e rinverdito (QUASI tutto....). Tanta era nelle piante la voglia di vivere, che hanno cacciato fiori e foglie ben più di quanto la stagione richiedesse, e hanno rimandato il riposo fin proprio alla fine dell'autunno: sembrava volessero assaporare fino all'ultima ...