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sempre tra le nuvole

È successa un’altra piccola cosa, alla fine di ottobre, che segna un’altra differenza tra questo 2022 e gli anni passati. Nonostante la legnaia sia ancora ferma con le quattro frecce, in attesa che il desideratissimo e ricercatissimo (e quindi impegnatissimo) muratore possa finalmente metterci mano, grazie a Daniele ho comunque preparato una piccola scorta di legna, per scaldare la cucina nei finesettimana invernali. E così, con la tranquillità di avere una comodità in più (e il contratto Enel a tariffa bloccata…), in queste settimane di novembre riesco a passare ancora tempo quassù, per godere del bell’autunno finalmente arrivato, con la sua tanto attesa pioggerella di stagione e le nuvole frettolose che riempiono sempre la valle. Lavoro dalla cucina, con la sedia vicino alla stufa accesa, ed il portatile messo in modo da poter sbirciare il panorama della valle dalla finestra, ogni volta che alzo gli occhi dallo schermo. Perché queste nuvole mi riempiono gli occhi. Occhi che dopo sei ...

la quiete dopo la tempesta

Avviso: questo post non interesserà a nessuno. Ma stavolta non importa, ho bisogno di mettere una bandierina qui, ogni tanto, per me. È un periodo di strani pensieri che girano nella testa, anche se quasi non ho tempo nemmeno per quelli, preso come sono da un lavoro che mi piace ma che risucchia ogni briciola di anima. E così una salita di un pomeriggio per controllare la casa, dopo una terribile tempesta che ha flagellato la valle, diventa un insperato momento di grazia e di pace. Perché è così: ogni volta che con la mia macchinina Jole risalgo la valle, supero la Rocca ed entro in quella piccola conca avvolta dai monti e quasi nascosta al mondo, in mezzo al nulla, mi sembra di entrare in una dimensione altra, migliore. Penso che questa aria leggera e frizzantina, insieme alla luce limpida e chiara, mi curino l'anima. Mi rendono una persona migliore. Anche se è sempre una toccata e fuga: solo poche ore in un mese. Un dispiac...

Silenzio

Ho trovato davvero molto buffo affrontare la prima nebbia della stagione qui a Casali, anziché a Cremona. I casalesi la chiamano nebbia, ma io preferisco pensare di stare in mezzo alle nuvole, qui.  Nebbia o nuvola che sia, comunque il fatto è che ieri non si vedeva ad un palmo dal naso. Questa volta mi son regalato un giro passando da Vernasca e Bore. È la mia strada preferita, da tempo medito di scrivere un post solo per lei. Solitamente è molto panoramica. Non ieri, ma dalla valle non avevo notato avvisaglie del grigiume in quota. Tra l'altro era anche la giornata della rinomata Festa delle castagne, a Bore. Una di quelle feste che io non riesco tanto a capire fino in fondo. Però vedendo quanta affluenza ci fosse in una giornata così, e ammirando le persone serene che affollava la strada, ho pensato che forse è proprio qui che si assapora il significato vero del fare festa . Forse non c'è bisogno di tanti orpelli e corollari: ...