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Due passi


Le prime volte non me ne accorgevo, mi veniva spontaneo senza pensarci. Solo dopo alcuni viaggi ho realizzato che quando mi trovo più o meno a metà valle, mi viene l'istinto di spegnere la radio in macchina. Il mio inconscio, prima della ragione, mi mette in riga: lascia da parte la frenesia, la fretta del lavoro in pianura, ora sei in Val d'Arda. Respira l'aria fresca, ascolta i rumori degli appennini!

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Per la mia prima passeggiata, non ho molta fantasia: proseguo pigramente lungo la strada principale del paese, verso sud.
Mi accorgo che è una passeggiata perfetta per i miei genitori, con il fondo stradale in buono stato, incredibilmente tutta in piano.
Uscendo da Casali mi colpisce il silenzio. Nonostante sia una strada veicolare, incontro solo un'auto. Mi trovo circondato da prati orlati da siepi ed alberi. Superato Poggiolo, la strada attraversa dei piccoli ruscelli: uno, poi un altro. Sono davvero piccoli, l'acqua quasi non si vede, coperta da una fitta vegetazione di arbusti, salici e alberi da frutto. Ed equiseto, eupathorium, campanule e tante altre erbe che ancora non riconosco. Su tutto la clematis vitalba. Ma si sente l'allegria dell'acqua che saltella sotto, da un sasso all'altro.

E passati questi, ancora solo silenzio. Beh certo, c'è il cinguettio degli uccellini tra gli alberi, e in lontananza di tanto in tanto  passa una macchina sulla provinciale che sale al passo del Pellizzone, l'antico Stradone per Genova voluto da Maria Luigia d'Austria. Ma anche quel rumore sembra ovattato.

I prati, davvero molto ondulati, affiancano la strada, talvolta sorretti da qualche ciglionamento coperto di arbusti. Ma prati fioriti! Come anche i bordi della strada. Tutto è fiorito. Mi sembra un grande giardino: so che l'ho già scritto, non sarà un caso se mi ripeto.
E poi mano a mano che si prosegue, la vista verso valle si apre, e oltre ai boschi si iniziano a vedere, più in basso lungo i pendii, le radure, i campi coltivati e lontano l'altra sponda dell'Arda punteggiata da piccoli borghi e gruppi di case: Rusteghini, Salino, Pedina superiore e Pedina inferiore, e più avanti altri ancora che devo imparare a riconoscere.

Si ecco, bello. Peccato che il cielo si annuvola e inizia a tuonare. Ma qui non è come a casa, dove d'estate si dice "tuona tuona, ma non piove mai a Cremona ". Ed è vero. Qui no. E infatti inizia a piovere.
Rientrando a passo svelto mi affianca una signora, anche lei sorpresa dal temporale. 
Pur incontrandola per la prima volta la riconosco: è la signora che cura il gruppo Facebook "Quelli di Casali". Facciamo due chiacchiere, e mi spiega quanto è particolare Casali, così isolato, unico paese in tutto questo versante della valle.

Rientrato a casa, con un tetto sopra alla testa (anche se un po' colabrodo, per ora), in un mare di riflessioni di alto profilo, penso ad una grande verità: quando piove... ti bagni.

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