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Le terre traverse

"Ci sono luoghi dove il grande e il piccolo si incontrano, un'Italia contadina dove nei campi non è raro vedere ancora scene dal sapore antico, mentre poco più in la macchinari modernissimi disegnano geometrie nel grano sotto cieli sconfinati.
Siamo nel profondo della pianura padana, a metà strada tra Parma e Piacenza. Questo è il cuore agricolo d'Italia. Qui tutti vivono del lavoro della terra, e la vita scorre tra campi e cascine. Oggi il progresso ha portato tante novità nel rincorrersi infinito di semina e raccolto, ma il sapere della tradizione contadina qui, è ancora alla base della vita.
La gente di qui le chiama Terre Traverse, strette tra la grande ansa del Po e l'appennino piacentino."



Da tempo sentivo parlare di un servizio di Geo&Geo in cui compare per pochi minuti anche Casali.
Martedì 28 agosto ho finalmente visto la replica!
Spero continui a funzionare questo link di RAIplay, da guardare alla fine, da 2h33m.

"L'Arda scorre incassato tra le rive sassose, un luogo selvaggio e incontaminato, porta d'accesso per la parte alta della valle, dominata dal rombo gentile dell'acqua che corre alla pianura.
D'improvviso il paesaggio si apre, svelando un luogo che sembra lontano da tutto: una conca verdissima contornata da picchi scoscesi, attorno al paese di Morfasso.
Sui declivi, tra boschi e piccole coltivazioni di montagna sono adagiati borghi dalle case alte e strette e tetti di ardesia, che hanno resistito al passare del tempo, mentre la vita a poco a poco rotolava a valle."


E mentre lo ascoltavo, lentamente me lo sono sentito calzare addosso come un guanto. Immagine dopo immagine racconta quello che è il mio piccolo mondo: prima dell'infanzia, con la vita in cascina e sul Fiume, e poi quello di questi anni, con le salite verso l'appennino, e le immagini dei verdi panorami che sempre più stanno diventando familiari.
Perché alcune delle riprese nel comune di Morfasso, tra cui il rito del pane del signor Adriano, sono fatte qui.
E mi diverto a riconoscere le riprese di questo o quello scorcio, o i volti inquadrati.

Non posso negare una cosa però: la mia storia viene da altrove, non mi appartengono le esperienze delle persone di Casali che si raccontano nel documentario.
È vero. Però mi fa piacere che il narratore abbia colto nel luogo sensazioni ed emozioni simili a quelle che provo io ogni volta che risalgo la valle per arrivare a casa mia.

Confesso che all'inizio mi sono chiesto se la poesia e la retorica con cui vengono raccontati i luoghi siano un po' anacronistiche. Magari sono solo una serie di cliscé e frasi ad effetto che si adeguano a molti luoghi nella nostra Italia.
Ma non fa niente, perché ascoltarlo mi tocca le corde del cuore: l'impressione è che il narratore abbia colto con sottigliezza l'essenza di questa fetta di Emilia.

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