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Visualizzazione dei post con l'etichetta silenzio

il monte Menegosa

Eccomi finalmente, a togliere un po’ di ragnatele anche qui, dopo quasi tre mesi di silenzio. Come siano andati questi mesi non conta più ormai, quel che importa è che con le ferrrrrrie agostane e un po’ di tempo trascorso da queste parti lo spirito si è un po’ ricaricato, e così nascono tante cose nuove da raccontare, di questa bella valle che mi ha quasi adottato. Inizio con una bella passeggiata di una domenica di agosto, l’11. Lasciata la macchina nel piccolo e provvidenziale parcheggio del cimitero di Teruzzi, inizio la salita, seguendo le indicazioni dei segnavia più in vista, verso il monte Menegosa. Ed è così, che un po’ da sprovveduto, mi trovo a percorrere il sentiero più assolato e ripido che si possa trovare. Comunque anch’esso bello, per l’atmosfera aspra ed incontaminata del versante del monte che si attraversa. Onestamente non me lo aspettavo, oramai assuefatto a morbidi pendii appenninici, e mi colpisce piacevolmente.  Perché il Men...

la quiete dopo la tempesta

Avviso: questo post non interesserà a nessuno. Ma stavolta non importa, ho bisogno di mettere una bandierina qui, ogni tanto, per me. È un periodo di strani pensieri che girano nella testa, anche se quasi non ho tempo nemmeno per quelli, preso come sono da un lavoro che mi piace ma che risucchia ogni briciola di anima. E così una salita di un pomeriggio per controllare la casa, dopo una terribile tempesta che ha flagellato la valle, diventa un insperato momento di grazia e di pace. Perché è così: ogni volta che con la mia macchinina Jole risalgo la valle, supero la Rocca ed entro in quella piccola conca avvolta dai monti e quasi nascosta al mondo, in mezzo al nulla, mi sembra di entrare in una dimensione altra, migliore. Penso che questa aria leggera e frizzantina, insieme alla luce limpida e chiara, mi curino l'anima. Mi rendono una persona migliore. Anche se è sempre una toccata e fuga: solo poche ore in un mese. Un dispiac...

Vento

Ogni tanto, in questa stagione un po' triste, mi piace rileggere le prime cose che scrivevo qui. Mi stupisco per quanta fosse la felicità in quei mesi: la si legge in ogni riga di quelle pagine.   Questi ultimi tempi sono un po' diversi. E così le cose si complicano. Ma d'altronde non si può vivere in una fiaba.   Cosa serve per essere felice?    Mi son fatto una domanda facile facile oggi, in auto mentre salivo a Casali. Giusto una corsa di un paio d'ore, per controllare che tutto fosse a posto.   La cosa bella è che posso avere tutti i problemi di questo mondo, ma quando arrivo  in cima alla mia salita, e parcheggio la macchinina nel suo angolino, cambia tutto: e arrivano anche le risposte.    Basta vedere un comignolo che fuma, in mezzo ad un paese avvolto dal silenzio, il cane Chicco che abbaia, e sopra a tutto il vento a farti compagnia, con il suo frusciare tra i rami spogli... Basta questo? Basta, si!  ...

Silenzio

Ho trovato davvero molto buffo affrontare la prima nebbia della stagione qui a Casali, anziché a Cremona. I casalesi la chiamano nebbia, ma io preferisco pensare di stare in mezzo alle nuvole, qui.  Nebbia o nuvola che sia, comunque il fatto è che ieri non si vedeva ad un palmo dal naso. Questa volta mi son regalato un giro passando da Vernasca e Bore. È la mia strada preferita, da tempo medito di scrivere un post solo per lei. Solitamente è molto panoramica. Non ieri, ma dalla valle non avevo notato avvisaglie del grigiume in quota. Tra l'altro era anche la giornata della rinomata Festa delle castagne, a Bore. Una di quelle feste che io non riesco tanto a capire fino in fondo. Però vedendo quanta affluenza ci fosse in una giornata così, e ammirando le persone serene che affollava la strada, ho pensato che forse è proprio qui che si assapora il significato vero del fare festa . Forse non c'è bisogno di tanti orpelli e corollari: ...