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Come fosse primavera

A stare così tanto tempo senza passare una giornata qui, finisce che mi dimentico quanto bene mi fa stare in questo posto. Ed è bello che quindi sia quasi una novità ogni volta. Oggi 02 02 2020, sono salito per cambiare un po' l’aria alla casa. Naturalmente non potevo non imbattermi in una giornata con bel sole, alla faccia di noi tristi abitanti di pianura che affoghiamo in nebbia e smog. Oltre ad una piacevole temperatura, grazie alla perfetta esposizione a sud-ovest.  Nonostante siamo in pieno inverno però niente neve in tutta la valle, neanche sulle cime. Anzi, dietro casa trovo un sorprendente prato di margherite degno della migliore delle primavere. Non c’è niente da fare, il giardino del vicino è sempre il più fiorito! Pranzo dalla Monica, come sempre in compagnia. Questa volta in compagnia del gruppo di ragazzi della Pro loco di Casali, che si son dati appuntamento oggi per programmare i prossimi eventi della stagione, tra cui quest'anno un even...

Putting the house to bed

Putting the house to bed, dicono gli inglesi, a proposito di un bel rito autunnale: mettere la casa a riposo e prepararla per affrontare l'inverno, in vista di qualche mese di inutilizzo. È una bella abitudine che ho preso fin dall'inizio: ripongo tutti gli oggetti, e ricopro con lenzuola bianche gli arredi, i letti e le poltrone, per risparmiargli qualche mese di polvere. Poi vuoto l'impianto idraulico in vista di possibili forti gelate. Infine, vista una brutta esperienza passata, rimuovo e metto al riparo anche tutti i quadri, per risparmiargli l'umidità invernale dei muri in sasso! Al giardino per ora posso dedicare poche attenzioni: tolte lucette estive e ammennicoli vari, ora si arrangerà fino a febbraio, quando arriverà il tempo della rimonda del secco delle erbacee. I bulbi della primavera son piantati, e solo il povero ciliegio, prima dell'inverno, ha ancora bisogno di una bella passatina di poltiglia bordolese, per curarsi i malanni. Que...

comunità

Dopo un altro fine settimana qui, rientro alla base ristorato e ricaricato. Casali è diventata per me oramai la migliore delle cure. Ho piacere lasciare traccia qui di un discorsetto che mi ha molto colpito, di Carlo Petrini, sentito domenica a pranzo, guardando Linea Verde su rai1. Qui la puntata integrale , al minuto 30 invece il passaggio che trascrivo sotto. Una puntata dedicata ad alcuni esempi di rinascita di luoghi difficili della montagna, in quel caso della val Maira in Piemonte. Penso che l'agricoltura di montagna è una grande risorsa per i nostri territori, perché oggi stiamo toccando con mano che molti giovani vanno a ricostruire, non solo produzioni locali, che sono molto richieste, ma contemporaneamente ricostituiscono le comunità Io penso ad esempio che, non solo nei borghi alpini ma in molti borghi del nostro paese che si sono desertificati, ricostruire il senso della bottega(bottega nuova, giovanile, gestita da giovani, con tutti gli strumenti t...

sentirsi a casa

Mai come durante questo agosto mi sono sentito così a casa qui. Sentirsi a casa forse significa sentirsi parte di una routine, con il caffè d'orzo dalla Monica, la spesa a Bore, qualche esperimento in cucina, la passeggiata di primo pomeriggio, leggere un libro guardando il tramonto in giardino, le luci che si accendono con il sopraggiungere del buio…  Ma sopra a tutto: il filòs alla sera. Quello davvero sopra a tutto. Uscire dalla porta alla sera dopocena, scendere in strada accanto al campanile della chiesa, e stare li, in compagnia, tra chiacchiere semplici e sincere. Ci si ritrova tutti: prima quelli delle case più vicine, e poi mano a mano si aggiunge chi arriva dopo una breve passeggiata, e di tanto in tanto qualcuno che passa con la macchina e volentieri si ferma a fare quattro chiacchere.  Tutti li: le donne sedute lungo il muro su un lato della strada, quello più riparato dall'arietta fresca della sera, gli uomini in fila anche loro, sull...

tra il Pellizzone ed il monte Lama

Mi piace l'idea di lasciare traccia qui di due passeggiate che, partendo da due punti contrapposti, mi hanno consentito di esplorare tutta una parte del crinale della alta valle, paesaggio che oramai mi è così familiare visto dalla casa di Casali. Sono così finalmente riuscito a raggiungere e conoscere un po’ meglio le cime del Groppo di Gora, del Castellaccio, del Cravola e del monte Lama. Partendo dal passo del Pellizzone, imboccando la strada di destra, accanto al monumento ai caduti, ci si inoltra verso nord lungo un percorso che parte bello largo e comodo, e poi mano a mano stringe fino a diventare un sentiero in mezzo al bosco. Ma sempre perfettamente in cima al crinale che separa la Valdarda dalla Valceno. Per cui, anche in mezzo al bosco, si ha sempre un pendio che scende a destra, e l’altro che scende a sinistra. Il percorso completo è molto lungo, (tipo 15 chilometri), ma ci si può accontentare di molto meno. Io ad esempio mi son fermato sulla cima del Groppo d...

il monte Menegosa

Eccomi finalmente, a togliere un po’ di ragnatele anche qui, dopo quasi tre mesi di silenzio. Come siano andati questi mesi non conta più ormai, quel che importa è che con le ferrrrrrie agostane e un po’ di tempo trascorso da queste parti lo spirito si è un po’ ricaricato, e così nascono tante cose nuove da raccontare, di questa bella valle che mi ha quasi adottato. Inizio con una bella passeggiata di una domenica di agosto, l’11. Lasciata la macchina nel piccolo e provvidenziale parcheggio del cimitero di Teruzzi, inizio la salita, seguendo le indicazioni dei segnavia più in vista, verso il monte Menegosa. Ed è così, che un po’ da sprovveduto, mi trovo a percorrere il sentiero più assolato e ripido che si possa trovare. Comunque anch’esso bello, per l’atmosfera aspra ed incontaminata del versante del monte che si attraversa. Onestamente non me lo aspettavo, oramai assuefatto a morbidi pendii appenninici, e mi colpisce piacevolmente.  Perché il Men...

di questi tempi...

E niente, succede che il 5 maggio salgo a Casali per fare un giretto. Domenica piovosa e uggiosa, un po' freddina, considerando che dovremmo essere in primavera avanzata… Mi ostino a indossare una maglietta a maniche corte, come da tradizione, anche se sembra quasi fuori luogo. Ma appena passata Pedina, con sorpresa mi trovo davanti un maggiociondolo in fiore tutto imbiancato! Perché, come lo zucchero a velo in cima a una torta paradiso, la valle appena sopra  questa quota, è tutta ricoperta di neve! Beh lo spettacolo è notevole. Anche se resto un po' disorientato dall'abbinamento dei verdi accesi delle foglie appena spuntate, con i 5 cm di neve che ricopre i rami… una vista davvero inaspettata! Ma poveri alberi, così chini sotto al peso trattenuto dalle foglie… e pensare che come un sollievo, si erano appena lasciati alle spalle un altro inverno terribile, con un secondo gelicidio, e poi la tempesta di vento, e poi la primavera siccitosa…  … e poi? Qual...