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Sospeso tra la nebbia ed il cielo


E alla fine invece è successo.
Speravo di no, ma la brutta stagione certo non aiuta: un mese e mezzo senza scrivere niente qui. Che peccato.
Sarà anche per le giornate corte, ed il lavoro che si prende ogni briciola di tempo, ma alla fine a Casali ci vengo solo a curiosare come procedono i lavori.

Beh, e procedono bene. Il grosso è fatto, mancano "solo" le finiture.
Da parte mia, l'unico contributo che riesco a dare in termini operativi al momento riguarda le persiane che con tutta la pazienza di cui sono capace sto lentamente sverniciando e levigando per benino. Almeno un pezzo della vecchia casa resterà ancora a lungo al suo posto. Il falegname che mi farà i nuovi serramenti, mosso a pietà, si è addirittura offerto di darmi una mano sistemando alcuni piccoli guai. Così, in amicizia. Non so se perché ho pianto sufficiente miseria, o se è perché qui le cose funzionano così, tra persone perbene.

Durante l'ultima salita del giovedì (spostata al pomeriggio per evitare il ghiaccio mattutino sulle strade), vedendo le stanze ora tutte belle intonacate e rifinite, mi è venuta in mente una citazione di Tommasi di Lampedusa ne Il Gattopardo (di cui in particolare ricordo la scena nel film di Luchino Visconti, rivisto pochi anni fa al cinema durante una indimenticabile proiezione FAI con introduzione di Anna Gastel, nipote del regista): 

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

Alla fine è successo un po' così anche qui. Entrando in casa, penso si riesca a percepire ancora la stessa atmosfera di prima: i caminetti al loro posto, precisi precisi, le stesse finestre, le stesse porte, la scala con la sua ringhierina in legno. Eppure son due mesi abbondanti che i muratori ci danno dentro a più non posso, e certo non si può dire che non si veda il loro lavoro. È tutta colpa degli impianti e delle comodità moderne, che però non possono mancare, e che ci ostiniamo a nascondere ben bene sotto i pavimenti o dietro ai muri.

Per i prossimi sviluppi del cantiere non resta che sperare nel meteo: ho come il presentimento che ora inizierà a nevicare a più non posso. Ricordo che anche l'anno scorso era stato così: due mesi di inverno con giornate serene e bellissime. Poi, dopo aver acquistato la casa, il 10 febbraio, aveva incominciato un simpatico andazzo: da venerdì sera, neve. Ogni settimana così, fino a primavera.
Intanto invece noi nella bassa soffochiamo sotto ad una terribile cappa di smog. Quando son salito lo scorso giovedì, per non farci mancare niente, c'era pure una bella nebbia. Davvero irrespirabile. E la salita è stata ancor più complicata dalla scarsa visibilità: passata Sperongia non si vedeva proprio più niente, neanche ad un palmo dal naso. Ma poi.. ha ha! Arrivato ad una casetta isolata, che preannuncia l'arrivo di li a poco in paese, sorpresa. Eccolo li: anche stavolta Casali, in barba a tutti, se ne sta soddisfatto sopra ad un mare di nebbia.
Il cielo è nuvoloso, ma il panorama è bello ugualmente, con questa massa grigia nella valle, con tanti sbuffi che si rincorrono, come se fosse tutto zucchero filato. 

Ma soprattutto qui si respira aria sana: neanche un colpo di tosse per tutto il tempo.
Ha ragione una mia amica: quassù è bello anche quando fa brutto.

Ecco invece una notizia triste, che mi ha dato Omar giovedì: gli sembra di avere sentito da radio scarpa che per colpa mia forse verrà abbattuta la casetta mia dirimpettaia. È vero che è pericolante, prima o poi si poteva pensare che sarebbe accaduto.
Ma visto che ora ci passano frequentemente persone vicino (leggi: io) il proprietario starebbe valutando la demolizione, per evitare che in caso di crollo vengano coinvolte persone. Me la sentirei proprio sulla coscienza, accidenti. Speriamo che sia solo una strategia di marketing di Omar, per convincermi ad acquistarla, sapendo quanto amo l'edilizia storica. Ma purtroppo non posso andare al di la delle buone intenzioni, è fuori dalla mia portata, non c'è verso.

A proposito di storia: seguo su Facebook con attenzione le iniziative della parrocchia che sta preparando una pubblicazione sulla storia della chiesa e del paese. Sono proprio curioso di scoprirne di più. Non mi resta che attendere, leggerò con avidigia il libro, appena sarà disponibile.

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